Author: Digital Formedica

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Quanto è importante lo screening nella prevenzione tumorale?

luglio 2, 2019by Digital FormedicaManagement Socio Sanitario0

Per alcune patologie tumorali la mortalità è ridotta fino al 79% con adeguati controlli


È risaputo che gli screening, soprattutto quelli che utilizzano le più moderne tecnologie digitali, rappresentano la migliore chance di avere una diagnosi precoce su molte patologie tumorali. Ma quanto influisce questo sulle percentuali di mortalità? Nel convegno “Il valore sociale dei dati in sanità” organizzato dal network di promozione della salute Presa a Roma, è stata presentata una ricerca dell’EEHTA del CEIS (Centre for Economic and International Studies) di Tor Vergata dai dati molto promettenti.


Tumori al seno, prostata, colon retto registrano diminuzioni drastiche nelle percentuali di mortalità quando accompagnate da una adeguato screening iniziale. Primo su tutti, il colon retto con una diminuzione fino al 79%. Segue il tumore al seno con una riduzione delle fatalità fino al 50%, specialmente quando si considerano tecnologie come la mammografia digitale, più costosa ma anche più efficace. Nel tumore alla prostata si riscontra una riduzione fino al 30%.


Intervistato da la Repubblica, il professor Francesco Saverio Mennini, Research Director dell’EEHTA del CEIS, dichiara oltretutto che “Un utilizzo appropriato e tempestivo dei dispositivi medici potrebbe permettere una forte riduzione dei costi indiretti quale conseguenza di una precoce presa in carico del paziente ed individuazione di una patologia che può garantire un rallentamento ed anche una cura di una malattia con conseguente riduzione dei costi indiretti, delle prestazioni previdenziali e dei costi a carico dei caregivers”.

Marcella Marletta, direttore generale della direzione generale dei dispositivi medici e del servizio farmaceutico del Ministero della Salute, aggiunge: “La prevenzione in Italia – dice Marcella Marletta, direttore generale della direzione generale dei dispositivi medici e del servizio farmaceutico del Ministero della Salute – è davvero una fetta troppo piccola di investimenti, la spesa per la prevenzione è troppo bassa. La salute e il suo mantenimento non sono un costo ma un investimento  e in quest’ambito investire in tecnologia è importante”.


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Mal di schiena cronico: 14 motivi per cui potresti soffrirne

giugno 28, 2019by Digital FormedicaMedicina GeneraleOrtopediaReumatologiaRubrica Salute0

Alcuni esperti stimano che siano ben 15 Milioni gli italiani a soffrire di lombalgia o lombalgia cronica: andiamo a vedere perché il mal di schiena è così comune.

Età


Dai 30 anni in su è molto comune prendere peso, specialmente se impegni di lavoro e di vita portano a diminuire l’attività fisica ed aumentare la sedentarietà. Tutti questi elementi possono portare ad un indebolimento del tono muscolare, alla compressione dei dischi vertebrali, e quindi al mal di schiena.


Strappi, Distorsioni


Le distorsioni colpiscono i legamenti, mentre gli strappi colpiscono i muscoli. Cause di strappi e distorsioni possono essere: un elevato sforzo sportivo, movimenti errati, sollevamenti pesanti, cadute. Se il mal di schiena si irradia fino ai glutei, ma non fino alle gambe, è probabile che si tratti di strappo o distorsione.


Ernia del disco


Le nostre vertebre contengono dischi morbidi composti da una sostanza gelatinosa. A causa di usura, movimenti bruschi, sollevamento di pesi, questi dischi possono fuoriuscire causando un mal di schiena irradiato e persistente.


Artrite


L’osteoartrite è la forma più comune di artrite. Le artriti sono condizioni croniche che causano la perdita progressiva di cartilagine fra le ossa, causando attriti. Questa patologia causa dolore, rigidità, perdita della funzionalità. In questi casi è imperativo contattare uno specialista in Reumatologia.


Gravidanza


Di tutte le cause del mal di schiena, la gravidanza è probabilmente la più ovvia: l’appesantimento della zona bassa dell’addome tende a deformare la naturale postura della schiena. Per prevenire questi dolori bisogna ricordare di fare ginnastica dolce, dormire su un lato con un cuscino fra le gambe, evitare i tacchi alti.


Traumi


Sport, incidenti stradali, cadute possono danneggiare i tendini, i legamenti o i muscoli della schiena. In alcuni casi la compressione eccessiva della colonna vertebrale dovuta a colpi o traumi, può causare la rottura di un disco. Il trattamento va dalla terapia fisica ai farmaci, e in alcuni casi interventi chirurgici.


Endometriosi


L’endometriosi è una malattia femminile che causa un accumulo innaturale di cellule endometriali al di fuori dell’utero. Questi accumuli creano una pressione tale da causare forti mal di schiena, specialmente nella parte bassa, e specialmente durante la fase mestruale.

Fibromialgia


La fibromialgia è un’altra malattia di tipo reumatico che colpisce l’apparato muscolo-scheletrico. Tra i sintomi ha il dolore diffuso, anche alla schiena. I fattori scatenanti sono molteplici: carenze ormonali, infezioni, scarsa nutrizione


Postura, problemi ai piedi


L’errata postura causa asimmetrie nella schiena. Molte persone hanno una gamba più lunga dell’altra, oppure sono pronatori (piede piatto) o supinatori (piede inclinato verso l’esterno). Queste condizioni portano a dolori non solo alla schiena ma alle ginocchia, bacino, etc. In tali casi, un podologo potrebbe aiutare con solette correttive.


Speroni Ossei


Gli osteofiti, comunemente conosciuti col nome di speroni ossei, sono escrescenze ossee che possono formarsi con l’avanzare dell’età. Di solito non sono dolorosi, ma possono premere sul midollo spinale e sui nervi, quando la vertebra aumenta di volume. Quando si parla di “sciatica”, in effetti ci si riferisce a questa condizione che causa un irradiamento del dolore fino ai glutei e le gambe.


Tumore


Chiaramente i tumori non sono la causa n°1 di lombalgia cronica, ma se tutte le altre opzioni sono escluse, bisogna tenere conto anche di questa. I tumori possono causare forti mal di schiena, specialmente se interessano seno, polmoni, colon, retto e ovaio.


Peso eccessivo


Similmente alla gravidanza, l’appesantimento del ventre distorce la naturale curva della spina dorsale. Questa distorsione causa mal di schiena, specialmente nella zona bassa, subito sopra il bacino.


Fumo


Fra i tantissimi danni causati dal fumo, possiamo anche mettere in lista il mal di schiena. Il fumo riduce l’attività cardiovascolare, limitando il flusso di sangue ai dischi vertebrali, causando degenerazione e dolore. Oltretutto la tosse pesante provocata dal fumo può provocare traumi alla schiena.


Ansia, depressione, altri disturbi psicologici


Non sono strettamente cause del mal di schiena, ma come in molte patologie ansia e depressione rappresentano una comorbidità che può fare entrare in un circolo vizioso e peggiorare la situazione.

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La Rete oncologica Pugliese e il Dipartimento Integrato di Oncologia nell’Area Salentina: modelli virtuosi

giugno 7, 2019by Digital FormedicaManagement Socio Sanitario0

Il modello organizzativo della Rete è una novità assoluta nell’organizzazione sanitaria regionale


Il Dipartimento Integrato di Oncologia è il punto di riferimento della Rete Oncologica Pugliese (ROP) per l’Area Salentina, che comprende l’intero territorio della ASL Lecce e l’Ente Ecclesiastico Ospedale “Panico “di Tricase. Il modello organizzativo della Rete è una novità assoluta nell’organizzazione sanitaria regionale e ha comportato la creazione di nuovi organismi a livello sia regionale che nelle singole ASL. Il Dipartimento è coordinato dal dr. Gaetano Di Rienzo, Direttore dell’U.O.C. di Chirurgia Toracica dell’Ospedale “Vito Fazzi”, e ne è presidente il dr. Rodolfo Rollo, Commissario Straordinario della ASL Lecce.


Il DIOnc è titolare della regia e del coordinamento di tutte le attività oncologiche di area medica, chirurgica, territoriale e sociale che si svolgono nel proprio ambito territoriale e opera sulla base dei programmi formulati dall’Unità di Coordinamento Regionale. Svolge attività di indirizzo e supporto nei confronti di tutte le strutture, sia ospedaliere sia territoriali. Del Dipartimento fanno parte le Unità Operative di Oncologia, i Gruppi di Patologia Interdisciplinari e i Centri di Orientamento Oncologico (COrO). Quest’ultimi sono stati localizzati in cinque strutture ospedaliere: Ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, Ospedale “Cardinal Panico” di Tricase, Ospedale “Sacro Cuore di Gesù” di Gallipoli, Ospedale “Veris Delli Ponti” di Scorrano e Ospedale “Francesco Ferrari” di Casarano. Diverse, in un’ottica multidisciplinare, sono le figure professionali impegnate all’interno del COrO: oncologo, infermiere care manager, psicologo, assistente sociale, personale amministrativo con competenze in elaborazione dati e personale volontario.


Come funziona il sistema: una risposta per ogni paziente


È stato istituito un numero verde regionale al quale rivolgersi in caso di sospetta malattia tumorale. Il numero verde, poi, indirizza la chiamata al COrO di competenza. Il paziente (o il medico curante) quindi entra in contatto con il Centro e viene preso in carico. Il COrO predispone tutti gli esami necessari per la diagnosi specifica, attivando una agenda prioritaria per il paziente oncologico, in modo che tutte le indagini da eseguire (ad esempio TAC, PET, esami endoscopici e istologici, etc…) vengano effettuati con corsia preferenziale e senza pagamento ticket. Il COrO interagisce con i gruppi multidisciplinari di patologia presenti nelle aree ospedaliere interessate. Completato l’iter diagnostico, il paziente viene indirizzato alla struttura ospedaliera più vicina per i trattamenti del caso.


I riferimenti utili

Numero Verde Regionale – 800185003

Centri di Orientamento Oncologico (COrO) Area Salentina

Ospedale “Vito Fazzi” di Lecce – 329 3190451

Ospedale “Francesco Ferrari” di Casarano – 329 3190452

Ospedale “Sacro Cuore di Gesù” di Gallipoli – 329 3190453

Ospedale “Veris Delli Ponti” di Scorrano – 329 3190454

Ospedale “Cardinal Panico” di Tricase – 0833 1830657


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I Nuovi Modelli di Empatia

maggio 30, 2019by Digital FormedicaComunicazioneMedicina Narrativa0

Una nuovissima ricerca del Max Planck Institute di Berlino e del Sante Fe Institute (Mafessoni & Lachmann, 2019) ha tentato di dare una risposta ad alcuni processi cognitivi legati all’empatia


Questo articolo è ripreso da State of Mind – il giornale delle scienze Psicologiche. Per visualizzare l’articolo originale, cliccare su questo link.


Due autori, in particolar modo, hanno tentato di spiegare quali siano i processi cognitivi che sottostanno ad una grande varietà di risposte empatiche negli individui, specificatamente si sono concentrati su:

  • Contagio emozionale;
  • Sbadigli contagiosi;
  • Patologie psichiche come la ecoprassia (ovvero la ripetizione compulsiva dei movimenti che un dato individui osserva negli altri) e la ecolalia (ripetizione compulsiva dei discorsi sentiti).

Secondo Fabrizio Mafessoni, ricercatore post-dottorato presso l’Istituto Max Planck per l’antropologia evolutiva, infatti, i modelli teorici standard delle origini dell’empatia tendono a focalizzarsi su scenari basati sulla cooperazione tra simili.

Mafessoni, e il suo co-autore Michael Lachmann, un biologo teorico e professore all’Istituto Santa Fe, hanno esplorato la possibilità che i processi cognitivi sottostanti un’ampia gamma di risposte empatiche – tra cui i tre processi soprammenzionati – potrebbe evolversi anche in assenza di meccanismi che mirano a favorire la cooperazione tra individui.

Secondo i due autori gli esseri umani, e più in generale tutti gli animali, possono mettere in atto dei comportamenti volti a stimolare le menti dei propri simili, il che non vuol dire che riescano ad entrare all’interno della mente degli altri, le quali restano impenetrabili come delle scatole nere. Più semplicemente i due ricercatori affermano che alcuni comportamenti vadano a stimolare a livello cognitivo le menti degli altri individui. Tali atti stimolativi non sarebbero quindi volti a un qualche tipo di cooperazione tra individui.


Empatia: i vantaggi


Tali comportamenti sono vantaggiosi per gli umani, in quanto permettono ai soggetti che osservano un individuo agire un dato comportamento (ad esempio ridere o sbadigliare) di poter inferire quale sia il suo stato mentale.

È proprio questo il motivo individuato da Mafessoni e Lachmann per spiegare come e perché evolva il sistema empatico in questione: l’origine dell’empatia non risiederebbe nella semplice spinta a cooperare ma andrebbe ricercata nel bisogno degli individui di comprendere gli altri esseri umani.

Il loro modello suggerisce che i sistemi empatici non si evolvono solo perché gli individui sono disposti a cooperare. Si evolvono anche perché gli animali simulano gli altri per immaginare le loro azioni. Secondo Mafessoni:

L’origine stessa dell’ empatia può risiedere nella necessità di comprendere gli altri individui.

Secondo i due autori il loro studio potrebbe cambiare completamente il modo di pensare l’essere umano e gli animali. Effettivamente il loro modello riesce nell’intento di unificare in un singolo meccanismo cognitivo una grande varietà di fenomeni empatici. Certo è che, però, saranno necessari ulteriori studi ed approfondimenti per poter validare maggiormente tale modello.


Questo articolo è ripreso da State of Mind – il giornale delle scienze Psicologiche. Per visualizzare l’articolo originale, cliccare su questo link.

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Urologia: 1 Paziente su 2 può dire addio al ‘sacchetto’ grazie all’innovazione robotica

maggio 21, 2019by Digital FormedicaRobotizzazioneUrologia1

Tramite l’innovazione robotica, in un caso su due si può abbandonare il ‘sacchetto’ e ricostruire la vescica in modo naturale


Dati incoraggianti emergono per le persone costrette a subire interventi chirurgici di natura urologica: grazie alle nuove tecniche robotiche, adesso, per circa un paziente su due, è possibile ricostruire internamente la vescica, rendendo il ‘sacchetto’ esterno obsoleto. Questo permetterebbe ai pazienti la minzione naturale attraverso l’uretra, e quindi un più veloce ritorno alla normalità.


Intervista al Prof. Giuseppe Simone (via dire.it)


In un’intervista a dire.it, il Prof. Giuseppe Simone spiega come gli Urologi abbiano abbracciato sin da subito i vantaggi della Chirurgia Robotica, replicando gli stessi interventi che hanno sempre compiuto a cielo aperto.

Simone, infatti spiega che “la maggior parte delle procedure può essere svolta con una metodologia robotica, replicando tutti gli step della chirurgia a cielo aperto, ma con netti vantaggi in alcuni campi in termini di ripresa funzionale del paziente, di meticolosità dell’intervento e di riduzione delle perdite di sangue”

Questo ha permesso una maggiore precisione ed una drastica riduzione delle perdite ematiche, risultando di conseguenza in tempi di recupero molto più veloci per i pazienti.


L’Urologia per Simone “è sempre stata pionieristica nella chirurgia robotica, che oggi è una realtà per quasi tutti gli interventi, soprattutto in ambito uro-oncologico. Abbiamo un’enorme esperienza nel trattamento dei tumori della prostata, del rene, delle vie urinarie e della vescica”.

Il Prof. Simone è stato recentemente insignito di un premio internazionale a Barcellona proprio in merito ad un suo intervento di cistectomia robotica con ricostruzione intracorporea della neovescica, che ha fruttato risultati promettenti, anche a lungo termine (2 anni) in termini sia oncologici che funzionali.

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Saranno gli infermieri i principali promotori di innovazione nei processi sanitari?

maggio 16, 2019by Digital FormedicaComunicazione DigitaleECMInfermeriaInnovazioneManagement Socio SanitarioMedicina Digitale0

Indagini sul campo effettuati negli Stati Uniti prevedono che il settore infermieristico sarà un efficace promotore nell’innovazione sanitaria


Uno studio condotto dal BDO Center for Healthcare Excellence & Innovation e dalla University of Pennsylvania School of Nursing ha trovato che gli infermieri sono, e saranno, sempre di più in prima linea per quanto riguarda l’innovazione e l’implementazione sul campo delle nuove tecnologie sanitarie.

Il Sistema Sanitario tiene assolutamente in conto le esperienze infermieristiche per creare nuovi modelli di cura, e migliorare i percorsi esistenti. Sono infatti primariamente consultati per le loro competenze specialistiche per l’implementazione della tecnologia nei processi clinici, specialmente quando si parla di processi patient-oriented (soluzioni incentrate sul paziente). Oltretutto sono in prima linea nell’affrontare i problemi sanitari più urgenti. Ma quanti di loro ricoprono posizioni di management?

La maggior parte delle persone vede gli infermieri solo come caregivers” dichiara Therese S. Richmond, University of Pennsylvania School of Nursing. “Non li considerano davvero come innovatori, né considerano l’impatto che l’assistenza infermieristica può avere quando viene applicata alla creazione di soluzioni sanitarie innovative e orientate alla ricerca. Ogni prodotto e processo che coinvolge un paziente passa attraverso un infermiere”


Esempi di successo


Lo studio di BDO e UPSN utilizza come esempio Kathy Bowles, infermiera con PhD: aveva notato che i pazienti anziani, in una altissima percentuale di casi, tornavano in ospedale subito dopo essere stati dimessi. Cosa stava causando queste riammissioni? Dopo aver condotto ricerche sul processo di dimissione e sui tassi di riammissione dei pazienti ospedalieri anziani, e soprattutto forte della sua esperienza di infermiera di terapia intensiva, ha individuato un gruppo di variabili ad alto rischio nel post-dimissione, fra cui la capacità di deambulare, la durata della degenza ospedaliera e la presenza di un assistente a domicilio.

Questa analisi si è successivamente evoluta in una metodologia di supporto per garantire ai pazienti il ​​supporto post-acuto di cui hanno bisogno dopo la dimissione. Questa metodologia si è poi trasformata in un software e successivamente ha generato una società, per aiutare gli ospedali a determinare i bisogni post-acuti di cura dei loro pazienti e ottimizzare il coordinamento dell’assistenza. La Bowles è solo un esempio dei numerosi innovatori infermieristici che guidano gli interventi necessari per creare processi e prodotti trasformativi attraverso il continuum assistenziale, sia dal lato clinico che da quello commerciale.


La nuova generazione di Infermieri


La nuova generazione di infermieri, entrando nella forza lavoro, sta stimolando un maggiore senso di imprenditorialità e spirito creativo nel campo dell’assistenza infermieristica, oltre che promuovere nuovi modelli di gestione dei pazienti fuori e dentro le Strutture Mediche. E dal punto di vista del Management Socio-Sanitario, possono offrire una risposta ai problemi di salute più importanti di oggi: l’invecchiamento della popolazione, la gestione delle malattie croniche e quella dei problemi di salute mentale.


Cosa si deve fare per permettere a infermieri intraprendenti di innovare?


I passi da compiere per promuovere la creatività degli infermieri sono:

  • semplificare alcuni processi istituzionali che limitano la capacità di azione degli infermieri;
  • creare Corsi di Formazione ECM o non ECM che aiutino l’infermiere a creare nuove hard e soft skills, come ad esempio corsi di business, software development e project management, o management socio-sanitario;
  • creare strutture organizzative all’interno di strutture ospedaliere e private in cui gli infermieri possano essere propositivi e sviluppare doti di management.

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Ecco tutti i nomi della nuova Commissione Nazionale ECM

maggio 15, 2019by Digital FormedicaECM0

La nuova Commissione Nazionale ECM durerà in carica 3 anni dalla data del suo insediamento


(via agenas.it)

Con il Decreto Ministeriale del 17 aprile 2019 è stata ricostituita, presso l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, la Commissione Nazionale per la Formazione Continua (ECM), per l’espletamento dei compiti previsti dall’art. 16-ter, comma 2, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modificazioni.



La Commissione, che dura in carica 3 anni dalla data del suo insediamento, è così composta:


Presidente

  • Ministro della Salute

Vice Presidenti

  • Coordinatore della Commissione Salute
  • Presidente della Federazione Nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri

Componenti di Diritto

  • Direttore generale dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali
  • Direttore generale delle Risorse Umane e delle Professioni Sanitarie del Ministero della salute
  • Dott.ssa Olinda Moro – Segretario, Responsabile del Supporto Amministrativo-Gestionale della Commissione nazionale per la formazione continua

Membri

  • Dott.ssa Marinella D’Innocenzo (Ministero della salute)
  • Dott.ssa Daniela Russetti (Ministero della salute)
  • Dott. Walter Mazzucco (Ministero della salute)
  • Dott. Giacomo Walter Locatelli (Ministero della salute)
  • Dott. Eugenio Agostino Parati (Ministero della salute)
  • Prof. Vincenzo Gentile (Ministero della salute su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca)
  • Prof. Gian Vincenzo Zuccotti (Ministero della salute su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca)
  • Dott.ssa Silvia Falsini (Conferenza Stato-Regioni)
  • Dott. Franco Ripa (Conferenza Stato-Regioni)
  • Dott. Massimiliano Barresi (Conferenza Stato-Regioni)
  • Dott. Claudio Costa (Conferenza Stato-Regioni)
  • Dott. Luigi Califano (Conferenza Stato-Regioni)
  • Dott. Marco Biagio Marsano (Conferenza Stato-Regioni)
  • Dott. Paolo Messina (Conferenza Stato-Regioni)
  • Dott. Roberto San Filippo (Conferenza Stato-Regioni)
  • Dott. Roberto Stella (FNOMCeO)
  • Dott. Roberto Monaco (FNOMCeO)
  • Dott. Alessandro Nisio (Commissione Nazionale Albo Odontoiatri)
  • Dott. Giovanni Zorgno (Federazione Nazionale degli Ordini dei Farmacisti)
  • Dott. Gaetano Penocchio (Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani)
  • Dott.ssa Nausicaa Orlandi (Federazione Nazionale degli Ordini dei Chimici e Fisici)
  • Dott. Roberto Calvani (Consiglio Nazionale Ordini Psicologi)
  • Dott.ssa Claudia Dello Iacovo (Ordine Nazionale dei Biologi)
  • Dott. Palmiro Riganelli (Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche)
  • Dott. Pierpaolo Pateri (Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche)
  • Dott.ssa Marialisa Coluzzi (Federazione Nazionale degli Ordini della Professione Ostetrica)
  • Dott. Emiliano Mazzucco (Federazione Nazionale Ordini dei Tecnici sanitari di radiologia medica, delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione)
  • Dott.ssa Anna Giulia De Cagno (Federazione Nazionale Ordini dei Tecnici sanitari di radiologia medica, delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione)
  • Dott. Gianluca Signoretti (Federazione Nazionale Ordini dei Tecnici sanitari di radiologia medica, delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione)
  • Dott. Alessandro Macedonio (Federazione Nazionale Ordini dei Tecnici sanitari di radiologia medica, delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione)
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Il Web e i Social stanno cambiando le abitudini sessuali dei giovani?

maggio 14, 2019by Digital FormedicaEducazione SessualeSocial MediaUrologia0

I giovani fanno meno sesso delle generazioni precedenti – qual è la correlazione con la tecnologia?


Se ne parla già da un po’, e le statistiche confermano i sospetti di molti: i Millennial fanno meno sesso delle generazioni precedenti. Secondo Archives of Sexual Behavior, che ha condotto uno studio nel 2016, la percentuale dei nati negli anni ’80 e ’90 che tra i 18 e i 24 anni non aveva alcun partner sessuale è pari al 15%, più del doppio di quella dichiarata dai nati negli anni ’60 quando avevano la loro stessa età, che invece si attestava al 6%. Nello stesso studio, si scopriva che la percentuale dei Millennial che nelle quattro settimane precedenti al sondaggio non aveva avuto rapporti era il 32%, mentre quella dei nati negli anni ’60 quando avevano la loro stessa età era del 19%.  Questi 13 punti percentuali possono sembrare poco, ma hanno un profondo impatto sulla nostra società, il nostro livello di felicità collettiva.


Qual è la causa? Per problemi di questa complessità, sarebbe più corretto parlare di “cause”. La recessione economica che i Millennial hanno subito è certamente una delle concause. Molti parlano di “ipersessualizzazione da Social”, specialmente con l’avvento di Instagram, piattaforma che favorisce i contenuti visivi, spingendo i giovani a presentare una versione non realistica della propria bellezza, che rende gli incontri dal vivo complicati ed imbarazzanti. Teniamo conto, infatti, che il problema non è necessariamente la mancanza di desiderio: infatti, la media dell’età del primo rapporto si è abbassata, almeno qui da noi in Italia. Il problema non è “la scintilla”, ma il mantenimento di una relazione sessuale soddisfacente.

Vieri Boncinelli, presidente del comitato scientifico della Federazione italiana di sessuologia scientifica, parlando con il Corriere.it, dichiara: «Il benessere sessuale passa dalla conoscenza di sé che dipende anche dalla relazione con l’altro/a. Se l’altro/a non c’è è difficile scoprire il sesso da soli e quindi “prenderci gusto” e aver voglia di viverlo» E ancora: «I giovani hanno paura delle responsabilità che un legame porta con sé, temono di non saperlo gestire. Hanno difficoltà di comunicazione e spesso un’immagine meccanica e distorta dell’atto sessuale». Rinunciare alle relazioni, quindi, diventa sempre più normale. Attenzione, questo non significa necessariamente rinunciare al sesso: dagli anni ’90 ad oggi la percentuale di americani che ha ammesso di praticare l’autoerotismo almeno una volta a settimana è raddoppiata arrivando al 54% degli uomini e al 26% delle donne. «Raggiungere il piacere, da soli, è più semplice. La realtà virtuale, dai siti porno al sexting, aiuta ad alimentare le fantasie», concorda Boncinelli.


C’è invece chi si sofferma su una componente molto impattante, ma meno presente nella conversazione pubblica: la pornografia, e specialmente la facilità di accesso ad essa da parte dei Millennial.

È di questo avviso, infatti il dottor Alessandro Izzo, Andrologo e Specialista in Urologia, Dirigente Medico presso la Struttura Complessa di Urologia dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Napoli – IRCCS – Fondazione “G. Pascale”. In un intervista per Yahoo Notizie, dichiara: «sempre più ragazzi (ben 7 su 10) fanno costante ricorso, con estrema facilità, alla pornografia on-line. Com’è noto, nella realizzazione di un film porno, è frequente l’utilizzo di una serie di trucchi cinematografici (inquadrature, luci, etc) nonché il consumo, da parte degli attori, di agenti pro-erettili al fine di ‘dare il meglio di sé’. Ecco che questo stravolgimento della realtà può causare in un giovane maschio un’alterazione della propria immagine corporea e, in particolare, del proprio organo sessuale (dimensioni/aspetto/funzionalità del pene). Tutto questo può portare un ragazzo a evitare il rapporto sessuale oppure, dall’altro lato, può indurlo a ricorrere al mercato illegale dei farmaci on-line ed in particolare quelli pro-erettili al fine di emulare tali ‘performance’. In questo mercato è facile imbattersi in farmaci contraffatti che hanno, a volte, nomi ingannevoli, e che possono contenere dosi variabili, non controllate, di principi attivi normalmente contenuti nei farmaci pro-erettili, sovente al di sopra delle dosi normalmente commercializzate in farmacia. Tutto questo crea un’amplificazione della fisiologica iniziale ‘ansia da prestazione’, oltre che a potenziali rischi per la salute, anche molto seri.  Lo specialista di riferimento deve rappresentare una guida per il giovane maschio non solo per un corretto percorso educazionale ma anche per una corretta prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale, della fertilità, della sessualità e, non per ultimo, per la prevenzione oncologica (tumore del testicolo). Solo con questi presupposti ritengo sia possibile intervenire tempestivamente, ove necessario».


Effettivamente, i Millennial sono la prima generazione di “Nativi Digitali”. Per loro, la pornografia non è una risorsa difficile da procurarsi, ma qualcosa di estremamente accessibile. È facile vedere come il consumo di pornografia possa avere un impatto profondo sulla vita quotidiana: si creano delle aspettative e degli standard ingiusti sia per se stessi (in termini di performance) che per i propri partner (in termini di aspetto nella vita reale). Questo spiega, in parte, anche l’aumento del consumo di prodotti pro-erettili nella fascia di uomini fra i 17 e i 40 anni – persone che non dovrebbero avere bisogno di alcun aiuto.

E voi, cosa ne pensate? Partecipate alla conversazione sui nostri profili Facebook, Twitter e Instagram, o contattateci direttamente!

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Confermati luogo e data del Simposio Internazionale GISEA/OEG 2019

dicembre 13, 2018by Digital FormedicaEventi & Congressi0

Simposio Internazionale GISEA/OEG 2019

Confermati Data e Luogo della kermesse Reumatologica


Anche quest’anno, Formedica è lieta di presentare l’annuale Simposio Internazionale di Reumatologia organizzato da GISEA/OEG – Gruppo Italiano di Studio Early Arthritis. Il leitmotiv di quest’anno sarà “Nuove Frontiere in Reumatologia”.
Il simposio GISEA 2019 si terrà a Verona, Palazzo della Gran Guardia, nei giorni 20–22/03/2019

Programma

Il Simposio sarà composto da 5 Sessioni, più Workshop e Letture non ECM. Le Sessioni saranno:

  • New Frontiers in… Inflammation. Moderatrice: Dr.ssa Elisa Gremese
  • New Frontiers in… Rheumatoid Arthritis. Moderatore: Dr. Roberto Caporali
  • New Frontiers in… Psoriatic Arthritis. Moderatore: Dr. Ennio Favalli
  • New Frontiers in… Spondyloarthritis. Moderatore: Dr. Marco Sebastiani
  • New Frontiers in… Systemic Vasculitis. Moderatrice: Prof. Fabiola Atzeni 

Per qualsiasi informazione, potete contattarci su ecm@formedica.it

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ExpoSalus and Nutrition: il programma completo degli Workshop dedicati agli specialisti

ottobre 23, 2018by Digital FormedicaEventi & Congressi0

ExpoSalus & Nutrition: l’offerta completa ai Professionisti della Salute

Il programma completo dei workshop e corsi ECM dedicati agli specialisti


ExpoSalus & Nutrition, la rassegna sulla salute che si terrà presso Fiera Roma i giorni 8-11 Novembre 2018, prende come principi base la trasversalità, il confronto e la condivisione. Per questo motivo, ExpoSalus è aperto sia ai professionisti della salute che ai cittadini, con eventi che possano coinvolgere la più grande varietà di utenti.

Specificamente per gli specialisti del settore medico, ExpoSalus & Nutrition propone ben 14 Workshops ben distribuiti durante i 4 giorni della kermesse.  Sono inoltre previste 5 Sessioni in Sala Plenaria. Di seguito il programma completo.


8 Novembre

13:00 – 18:00 | Sala Plenaria. Presente e futuro del Sistema Salute in Italia: la parola agli addetti al settore

14:00-19:00 | Sala 1

Workshop SIMRIM: Le infiltrazioni articolari nel trattamento delle patologie dell’apparato locomotore (Accreditato ECM – 5 Crediti)

14:00 – 17:00 | Sala 3

Workshop a cura SIE (Accreditato ECM – 3 Crediti)

14:00-17:00 | Sala 4

Laboratorio di Health Coaching e Medicina Comunicazionale, a cura di R. Gagliardi e F. Di Coste (Non Accreditato ECM)

15:00-19:00 | Sala 2

Workshop a cura FISM, AGENAS e COGEAPS (Non Accreditato ECM)



9 Novembre

11:00 – 14:00 | Sala Plenaria. Le buone pratiche in Reumatologia: SIR e GISEA

10:00 – 18:00 | Sala 1

Workshop SIFEPS – Aspetti Sociali della fertilità e dell’infertilità in Italia e ruolo dell’età della donna (Accreditato ECM – 5 Crediti)

13:00 – 17:00 | Sala 3

Salute e benessere attraverso la dieta mediterranea: un paradigma su nutrizione, lifestyle e qualità della vita. A cura di Accent PR LLC, Boston, USA (Non Accreditato ECM)

14:00 – 18:00 | Sala Plenaria

Integrazione: Esempi di costruzione dei PDTA, a cura di ASIQUAS (Non Accreditato ECM)

14:00 – 18:00 | Sala 2

Workshop GISEA: GISEA Focus On. Una finestra aperta sul futuro (Accreditato ECM – 4 Crediti)


10 Novembre

10:00 – 17:00 | Sala Plenaria. Sessione OMCEO Roma. Salute, wellness, fitness, e prevenzione a 360 Gradi: novità della ricerca

10:00 – 17:00 | Sala 1

Workshop GIMEMA. Coordinare una sperimentazione clinica: la sfida dei nuovi regolamenti europei (Accreditato ECM – 4,2 Crediti)

10:00 – 14:00 | Sala 2

Workshop ENPAB (Accreditato ECM – 3 Crediti)

10:00 – 17:00 | Sala 4

Workshop OPI/ANIARTI (Accreditato ECM – 5 Crediti)

14:00 – 17:00 | Sala 3

Workshop SINUT – Nutraceutica per una sana longevità (Accreditato ECM – 3 Crediti)



11 Novembre

10:00 – 18:00 | Sala Plenaria. Sessione ASIQUAS. Integrazione fra Sanità e Sociale: strutture intermedie e di prossimità (Ospedali di comunità e case della Salute)

10:00 – 13:00 | Sala 1

Workshop SIRIDAP (Non Accreditato ECM)

10:00 – 13:00 | Sala 3

Workshop SIPPS (Non Accreditato ECM)

11:00 – 13:00 | Sala 2

Workshop Prof. Spattini (Non Accreditato ECM)




Per qualsiasi informazione, potete contattarci su ecm@formedica.it

Chi Siamo

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Formedica S.r.l, Provider Ministeriale n°157, è un’azienda dedicata, sin dal 2002, alla creazione di progetti formativi per lo sviluppo delle persone e delle organizzazioni in ambito medico-sanitario, industriale e sociale. Attraverso gli strumenti scientifici, comunicazionali, manageriali e dell’analisi dei fabbisogni, persegue gli obiettivi di qualità e di efficacia nella formazione in ambito sanitario.