L’accessibilità nel congressuale: una priorità per la stagione 2017/2018

ottobre 19, 2017by Digital FormedicaEvent PlanningEventi & Congressi0

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Susanna Priore, CEO di Formedica, promuove la sensibilizzazione degli attori della filiera congressuale in ambito di accessibilità e mobilità



Susanna Priore, CEO di Formedica, al convegno Digital MICE, tenutosi a Milano il 13 Settembre 2017, ha parlato di una tematica a noi da sempre vicina: l’accessibilità degli eventi.

In qualità di referente nazionale per i Provider ECM in seno a FederCongressi, la Dott.ssa Priore ha avanzato un programma che sensibilizzi gli organizzatori eventi e spinga tutti gli attori coinvolti nel congressuale ad adottare degli standard più elevati per quanto riguarda l’accoglienza di persone con mobilità ridotta.

Il progetto è denominato “All Inclusive”, non tanto per indicare che tutte le opzioni sono incluse, ma che tutte le persone sono incluse. Oltretutto, per funzionare, questo progetto abbisogna del supporto di tutti gli operatori nella filiera congressuale.

Raggiungere uno standard di ospitalità più alto non è poi un’impresa così difficile: la maggior parte dei disagi che le persone con ridotta mobilità incontrano durante i loro soggiorni congressuali sono spesso riconducibili a sviste o disattenzioni da parte degli organizzatori. Queste sviste sono, nella gran parte dei casi, causate da una semplice mancanza di consapevolezza; altre volte, purtroppo, da mancanza di empatia.

Antonella Celano (in foto), Presidente di APMAR – Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare, spesso ci parla in dettaglio dei piccoli e grandi disagi che lei e i suoi colleghi affrontano ad ogni Congresso: servizi transfer con macchine piccole o inadeguate; camere d’albergo segnalate come accessibili, ma in realtà impraticabili; prodotti da bagno posizionati in alto, dove non possono essere raggiunti. Ma forse il disappunto più grande è provato quando tutte le camere d’albergo a regola sono puntualmente le più brutte, le meno luminose, o con la vista peggiore –  come se una persona con difficoltà motorie non possa godere di questi piccoli extra.

Certo, bisogna capire anche il punto di vista di alcuni manager di struttura, ed il loro retaggio a volte restio agli interventi correttivi. Molti gestori che hanno costruito strutture non a norma, prima che venissero varate le attuali leggi sulla accessibilità, non hanno infatti alcun incentivo a rettificare la situazione, e continuano con la loro attività. Va invece attuata una campagna di sensibilizzazione, per far capire che più siamo, meglio stiamo. Inoltre, esistono delle strutture storiche in cui è semplicemente impossibile integrare anche solamente un ascensore. In tal caso, il problema si risolve con la comunicazione: fare finta di niente non solo non risolverà il problema, ma ne creerà altri, anche gravi, di immagine.

Quindi, quali sono gli obiettivi principali di questo progetto?

  1. Creare Vademecum con consigli e procedure. FederCongressi lavora già con ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani): nel 2014 è stato creato il libro bianco del congressuale, che verrà aggiornato con tutte la good practice per la accessibilità;
  2. Stabilire, categoria per categoria, quali sono le responsabilità per l’organizzatore evento. Così come ci si preoccupa di vegetariani e vegani, ci si dovrebbe preoccupare di accessibilità;
  3. Creare una comunicazione iconografica per spiegare al partecipante con disagi o disabilità quanto e quale tipo di supporto gli o le verrà offerto durante gli eventi.
  4. Creare un tavolo di lavoro per la stagione 2017/2018.

La mission, ovviamente, è quella di creare Città All Inclusive.

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